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La Privacy ai tempi del Coronavirus: come è giusto comportarsi?

La Privacy ai tempi del Coronavirus: come è giusto comportarsi?

Coronavirus e privacy

Il Coronavirus è uno dei temi più bollenti delle ultime settimane: l’allerta è mondiale, e tutti i settori sono stati toccati. Non solo la salute, ma anche il turismo, l’economia, la Borsa, l’istruzione, il lavoro, fino ad arrivare alla vita di tutti i giorni.

Leggete l’avvertenza qui sotto: come mai i portali ministeriali sentono il bisogno di inserirla?

In questo clima di allerta i portali ministeriali comunicano: “No alla circolazione di notizie e voci infondate o non verificate”.

Corona virus diffiusione informazioni false

Dal portale del Miur 24/02/2020

Il progresso della tecnologia e la libertà di espressione purtroppo hanno portato anche un’altra evoluzione: la crescita delle fake news, che arrecano solamente panico e tanta paura nella popolazione, tutti (giornalisti e non) si sentono liberi di poter parlare della malattia, dare il proprio parere e divulgare notizie false.

Il diritto di cronaca e di informazione devono essere un diritto: ogni cittadino deve poter accedere a comunicati veritieri, per poter gestire l’emergenza a livello individuale e comunitario.

dati falsi su Coronavirus

Da “Il Sole 24 Ore“, 27/02/2020

In questo momento storico la tecnologia e l’informazione hanno applicato una giusta alleanza: basta notizie false, occorre attenersi solo alle notizie ufficiali.

Anche gli stessi portali social, come ad esempio Facebook, hanno riconosciuto l’emergenza e contribuiscono alla diffusione di notizie provenienti dal Governo.

In particolare Facebook ha bloccato tutte le pubblicità attive nella piattaforma che si riferiscono al Coronavirus incitando al panico o cercando di vendere prodotti miracolosi.

Facebook informazioni su Coronavirus

Al di là delle indicazioni sanitarie e igieniche da seguire, come si comporta la Privacy rispetto alla riservatezza dei dati?

Per la gestione dell’emergenza il Garante della Privacy ha deciso che a prevalere deve essere la protezione della salute: inquesto caso lo scambio dei dati è essenziale per la Protezione Civile per la gestione dell’emergenza.

Sarà la stessa Protezione Civile a gestire la circolazione dei dati in chiave comunicativa e informativa, per poter dialogare con i soggetti pubblici e privati coinvolti.

Anche nel GDPR viene previsto il caso della gestione dei dati sensibili nelle situazioni di emergenza (articolo 9, paragrafo 2, lettera i): prevale sempre la protezione e la salute delle persone.

Per quanto riguarda la legge italiana, il Codice Privacy (decreto legislativo n. 196 del 2003) alza il livello di protezione riguardo ai dati relativi alla salute delle persone. Questi dati non possono essere diffusi e pubblicati: l’unica eccezionale pubblicazione è quella giornalistica, è giusto che le persone vengano informate.

Diritto di informazione vs diritto di riservatezza

Occorre che ci sia un bilanciamento ben equilibrato fra privacy e il diritto di cronaca. Infatti in una situazione simile nella divulgazione della notizia è facile cadere in errore: ad esempio, identificare le persone contagiate, entrare nelle loro sfere private, o dare informazioni ancora non verificate. La gestione e lo scambio dei dati deve anche equilibrarsi con il diritto di riservatezza degli individui. Qualsiasi persona deve potersi sentire tutelata

Nella divulgazione delle informazioni è importante che diffondere comunicati, aggiornamenti per la prevenzione e la salute delle persone, senza cadere nell’errore di pubblicare fake news.

Nel mondo della tecnologia e dell’innovazione, la responsabilità nella divulgazione delle informazioni, la tutela e la salute delle persone diventano dei valori essenziali.

In ogni caso, per qualsiasi tipo di informazioni, attenersi alle notizie ufficiali date dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Interno.

 

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